Moltbot (inizialmente chiamato Clowdbot) è un progetto open source che sta attirando molta attenzione perché non si comporta come un semplice chatbot. Non è “solo” un’AI con cui parlare: è un agente che vive dentro le app di messaggistica (WhatsApp, Telegram, Slack, Discord, Signal) e può ricordare nel tempo, scriverti in modo proattivoe fare azioni reali sul computer o su un server.
È proprio questa combinazione a renderlo estremamente utile… e, allo stesso tempo, a sollevare dubbi concreti su privacy, sicurezza e dipendenza decisionale.
Cos’è Moltbot e in cosa è diverso da ChatGPT o Gemini
I chatbot tradizionali funzionano “a sportello”: apri un’app, fai una richiesta, ricevi una risposta. Moltbot, invece, sposta l’esperienza dove le persone sono già operative ogni giorno: le chat.
Moltbot “vive” nelle tue chat
- Lo usi da smartphone mentre sei in giro
- continui la stessa conversazione dal PC su Slack o Discord
- ritrovi il contesto senza dover “spiegare da capo” chi sei e cosa stai facendo
Questa continuità è uno dei motivi per cui molti lo descrivono come un assistente personale reale, non come uno strumento da prompt.
Le 3 funzioni chiave che rendono Moltbot un agente AI
1) Memoria persistente e contestuale
Moltbot può mantenere una memoria a lungo termine: preferenze, routine, vincoli, dettagli ricorrenti. Non si limita a ricordare “la chat di oggi”, ma costruisce un profilo contestuale che si arricchisce nel tempo.
“È come avere un cervello esterno.”
Questo significa che può diventare molto più utile su attività ripetitive: agenda, organizzazione, priorità, abitudini.
Rischio collegato: più memoria = più dati sensibili. E più possibilità che l’utente inizi a delegare anche decisioni personali.
2) Proattività: non aspetta sempre il tuo messaggio
Molti assistenti AI sono reattivi: rispondono quando chiedi. Moltbot può essere proattivo, cioè scriverti lui quando intercetta qualcosa di rilevante.
Esempi tipici:
- promemoria con contesto (meteo, traffico, tempi di spostamento)
- avvisi su email urgenti
- suggerimenti legati alla tua routine (allenamento, task, appuntamenti)
Questa dinamica cambia il rapporto: da “tool” a presenza costante.
3) Accesso operativo: può eseguire azioni reali
È la funzione più potente: Moltbot non si ferma al testo. Se configurato con gli strumenti corretti, può:
- inviare email
- spostare file e organizzare cartelle
- compilare form
- eseguire script e comandi da terminalecreare nuove “skill” quando gli manca una funzione
In pratica: non è solo un consigliere, ma un esecutore.
“Può fare qualsiasi cosa che una persona possa fare sul sistema, se gli dai i permessi.”
Come funziona Moltbot: architettura semplice, impatto enorme
Moltbot non è un modello AI. È un sistema che usa modelli esterni (ad esempio OpenAI, Anthropic, Google) e li collega alle app di chat e al tuo ambiente operativo.
Componenti principali
| Componente | Ruolo | Dove gira |
| Agente | interpreta messaggi, gestisce memoria, esegue azioni | computer sempre acceso o VPS |
| Gateway | collega l’agente alle piattaforme (Telegram, Slack ecc.) | server/computer |
| Pannello di controllo | configurazioni, integrazioni, chiavi, log | web UI (da proteggere) |
| File di “personalità” (es. SOUL.md) | definisce tono e comportamenti | nel filesystem |
Questa struttura è il motivo per cui viene spesso consigliato un dispositivo “sempre acceso” (tipo un mini PC) oppure un VPS economico.
Quanto costa Moltbot: open source sì, ma non gratis
Il software può essere open source, ma il funzionamento completo richiede:
- una macchina sempre attiva (locale o server)
- le API di un modello AI (che si pagano a consumo o in base al piano)
Stima costi tipici
| Voce | Indicazione | Note |
| VPS entry-level | ~5 €/mese | alternativa al PC sempre acceso |
| API modello AI | ~20 €/mese (variabile) | può crescere molto con uso intenso |
| Totale realistico | 25–100+ €/mese | dipende da automazioni e frequenza |
Nota importante: l’uso proattivo + automazioni può far salire rapidamente i consumi API.
Perché Moltbot sta diventando virale
Il motivo non è solo “curiosità tech”. È che Moltbot combina tre cose che, insieme, danno una sensazione nuova:
- continuità (sei sempre in chat con lui)
- memoria (non riparti da zero)
- azioni reali (non solo risposte, ma risultati)
Per molte persone, è la prima volta che un assistente AI sembra davvero “una presenza” capace di tenere insieme calendar, email, task, file, strumenti, abitudini.

I rischi principali di Moltbot: tecnici e umani
Rischio 1: permessi crescenti e delega decisionale
Spesso il percorso è graduale:
- inizi con calendario
- aggiungi email
- aggiungi messaggi
- aggiungi posizione, file, account vari
Più permessi = più utilità. Ma anche più “dipendenza”: si passa facilmente da:
da “cosa ho da fare?”
a
“cosa dovrei fare?”
Questo è il punto psicologico più delicato: quando l’agente diventa la “testa esterna” che ricorda tutto, l’utente può iniziare a rinunciare alla propria fatica decisionale.
Rischio 2: pannelli esposti su internet e credenziali rubate
Un errore di configurazione tipico (soprattutto su VPS) è lasciare accessibile il pannello di controllo senza adeguate protezioni. Se qualcuno entra lì, può trovare:
- token delle app di messaggistica
- chiavi API del modello AI (con rischio di costi enormi)
- accessi a servizi (mail, drive, repo)
- log e cronologia conversazioni
Impatto: accesso ai dati + possibilità di impersonare l’utente + danni economici.
Rischio 3: prompt injection (anche se “hai fatto tutto bene”)
Gli agenti che leggono email, web e documenti possono interpretare istruzioni “iniettate” nel testo come comandi reali. È un problema noto: l’agente fatica a distinguere tra:
- richiesta legittima dell’utente
- istruzione malevola nascosta in un contenuto
Esempio tipico: un’email o una pagina web con istruzioni mascherate che inducono l’agente a compiere azioni non volute (cancellazioni, invii, modifiche).
Checklist sicurezza: come usare Moltbot in modo più prudente
Avvio “safe”
- usa un account secondario per test (email/calendario non critici)
- abilita solo tool necessari
- disabilita azioni irreversibili (delete, move massivo, esecuzione comandi liberi)
Protezione infrastruttura (minimo indispensabile)pannello dietro reverse proxy con autenticazione forte
- firewall: accesso solo da IP fidati o VPN
- rotazione periodica chiavi/token
- log e audit delle azioni
Controllo decisionale
- per email, pagamenti, cancellazioni: conferma manuale
- imposta “limiti” (whitelist domini, cartelle, comandi consentiti)
Regola pratica: più un’azione è irreversibile, più deve essere “human-in-the-loop”.
Domande frequenti su Moltbot
Cos’è Moltbot?
Moltbot è diverso da ChatGPT o Gemini?
Moltbot è un modello AI?
Serve un computer sempre acceso o un server?
Quanto costa usare Moltbot?
Quali sono i rischi principali di Moltbot?
Cos’è il prompt injection e perché è pericoloso?
Come posso usare Moltbot in modo più sicuro?
Moltbot è adatto a chi non è tecnico?
Conclusione: Moltbot è potentissimo, ma la domanda vera è “quanto vuoi delegare?”
Moltbot rappresenta un salto: integra AI, memoria, chat e capacità operative in un’unica esperienza continua. È comprensibile che molte persone lo vedano come “il futuro degli assistenti”.
Ma proprio perché è così vicino alla tua vita digitale, va trattato come tratteresti un accesso amministratore:
- utile
- potente
- pericoloso se configurato male
- rischioso se diventa la tua “mente esterna” per tutto
La scelta non è solo tecnica. È una scelta di confini: quanto controllo vuoi tenere, e quanto vuoi cedere per comodità?

